Cronaca dell’alluvione del 29 luglio

di Marco Sandonà

L’ evento alluvionale del 29 luglio è stato davvero un fenomeno al di fuori di ogni immaginazione. La quantità d’acqua caduta nelle nostre montagne e riversata lungo tutti i pendii e le valli del nostro paese è stata di una intensità e di una violenza che mai s’era vista prima. La mattina verso le 6.00 l’allarme era scattato in via Monte Grappa, dove grandi quantità di detriti, sassi e ghiaia, fuoriusciti da una valle, avevano letteralmente sommerso la strada comunale che collega l’abitato di Sandonato al centro del paese. Su segnalazione di una delle famiglie residenti, il vice sindaco Zanocco ha avvisato e chiamato la ditta DSO di movimento terra che verso le 7.00 ha iniziato i lavori di sgombero per permettere di ripristinare la circolazione. via monte grappa

Nel frattempo continuava a piovere e verso le 7.30 è giunta la prima segnalazione che alcune case avevano acqua in cantina in località Via San Lorenzo e via Bellini. Veniva informato che anche la zona di Mosson del Comune di Cogollo aveva problemi con allagamenti.

In pochi minuti sono iniziati i sopralluoghi e le prime chiamate ai volontari della Protezione Civile di Caltrano per allertarli e chiamare una squadra (in quel momento impegnata a Velo d’Astici) con motopompa. Fintantoché le ruspe e gli operai del Comune erano operativi a Sandonato da alcuni sopralluoghi venivano evidenziati altri due punti critici: la località del Braglio/Via San Lorenzo e la Val Grande in zona “ponte della Valle” di Via Divisione Julia. Mentre non destavano particolari timori altre situazioni in Via Monte Cengio e Via Roma. Veniva anche informata Vi-Abilità, responsabile delle strade provinciali e di Via San Lorenzo. Una squadra di due uomini arrivava in zona a confine con via Braglio poco prima delle 8.00. Venivo informato che non c’erano mezzi della provincia a disposizione e pertanto si decideva di allertare e chiamare altre squadre della protezione civile di altri Comuni, di chiudere al traffico Via San Lorenzo e di chiamare le ruspe impegnate a Sandonato in via Braglio. Alle 8.10 venivano fatte le prime comunicazione di dichiarazione di stato di emergenza alla Prefettura, ai servizi forestali e alla Protezione Civile. La zona del Braglio e di Via San Lorenzo inizialmente, prima delle 8.00, sembravano non dare segnali evidenti di peggioramento mentre destava preoccupazione la Val Grande dove veniva predisposto il monitoraggio continuo affinché ci fosse la certezza che non venisse ostruita dalla ghiaia e dai massi il tombotto sotto al ponte. In pochi minuti, dalle 8.15 in poi, la situazione di via Braglio repentinamente cambiava e si aggravava. Il flusso d’acqua che scendeva dal Costo portava con se una enorme quantità di detriti, ghiaia, sassi e rifiuti di ogni genere. Veniva data così disposizione di accelerare l’arrivo delle ruspe e delle squadre di volontari e di chiamare una pattuglia della Polizia Locale e dei Carabinieri per controllare il traffico. La quantità d’acqua e di detriti che scendeva causava intanto l’intasamento di tutti i pozzetti e delle caditoie di via San Lorenzo. L’acqua ed il fango scendevano lungo via Braglio sia verso sud in Via San Lorenzo che verso est raggiungendo e allagando le prime case di via Braglio.

Fra le 8.30 e le 10.30 arrivavano sul posto le squadre di volontari della protezione civile di Caltrano e Zugliano- Fara, alle quali più tardi si aggiungevano quelle di Cogollo, Tonezza, Arsiero e Valdagno coordinate dal presidente Bicego. Nel frattempo la pioggia lasciava un po’ di tregua ma il fiume d’acqua e ghiaia proveniente dal Costo non sembrava arrestarsi mai. Difficile quantificare l’intensità d’acqua e i metri cubi di materiale portato a valle. Certo che per almeno 8 ore non sembrava che il flusso d’acqua volesse calare. Ad un certo momento il punto di sbocco più a valle, cioè il terreno a sinistra lungo via San Lorenzo prima dell’incrocio con la statale del Costo era saturo e l’acqua aveva iniziato ad invadere l’area dove sorgono il Prix e diverse altre attività commerciali. Il comando di protezione civile decideva quindi con l’ausilio di una motopompa di grossa cilindrata di drenare l’acqua lungo la statale stessa del Costo dopo aver messo in sicurezza alcune vie laterali. Ore, minuti, secondi che sembravano eterni. Alle squadre della protezione civile pian piano si aggiungevano volontari e cittadini comuni. Stivali, pale, guanti e tanta buona volontà. Per fortuna verso le 16.00 l’acqua pian piano cominciava a calare di volume ed intensità. Gli argini che nel frattempo erano stati fatti con le ruspe avevano incanalato l’acqua e i detriti lungo tutta la provinciale salvaguardando le strade laterali e quasi tutte le case della via. L’acqua veniva fatta defluire regolarmente tutta lungo la statale. Iniziavavia Bragliono così i sopralluoghi per mettere in sicurezza del tutto le abitazioni nel caso, come dicevano le previsioni, avesse piovuto ancora intensamente durante la sera e la notte. Veniva nel frattempo anche calata una piccola ruspa nella Val Grande per allargare l’imbocco del tombotto e consentire un maggior deflusso dell’acqua.

Verso le 19.00, quando la situazione di massima criticità era per fortuna superata iniziava la pianificazione del giorno dopo per la pulizia delle strade, lo sgombero del materiale, dei rifiuti e l’organizzazione dei volontari in aiuto alle famiglie danneggiate.

Il giorno dopo, il 30 luglio, ruspe al lavoro già dalle 7.00 assieme agli operai e ad alcuni volontari della protezione civile di Caltrano, Fara-Zugliano e molti cittadini comuni. Altre ore intense di lavoro per rimuovere oltre 300 metri cubi di ghiaia sassi e fango e per liberare garage e cantine da oggetti, mobili e attrezzi purtroppo da buttare.

Un grazie particolare a tutti i volontari. Alle squadre della protezione civile. Agli operai e tecnici del Comune, alla ditta DSO Dal Santo Oreste, e a tutti gli enti intervenuti, Vigili, Polizia Locale, Carabinieri, Provincia.

Ora inizierà la conta dei danni e la riflessione su una situazione di criticità di tutti il territorio ma in particolare di Via Braglio dove, sebbene sia già previsto un intervento da parte del Genio Civile, è probabile siano necessarie ulteriori opere e approfonditi studi onde evitare il ripetersi di questi drammatici fatti. Come ho già avuto modo di dire a diverse persone non sarà facile trovare una soluzione definitiva al problema. Già dai prossimi giorni, assieme al Comune di Cogollo del Cengio, nel cui territorio si trovano la valle dove nasce il problema e le aree dove sono previsti i lavori, si farà il punto della situazione.

E’ difficile dare pareri o esprimersi sulla situazione e sull’esperienza vissuta. La massima solidarietà e comprensione per le famiglie che hanno subito maggiori danni e la consolazione che per fortuna non vi sono stati feriti.

Il Comune da parte sua ha fatto già tutte le denunce agli enti competenti per dichiarare lo stato di emergenza e di calamità naturale. Sappiamo, comunque, come sarà difficile ottenere risorse o trasferimenti dallo Stato o dalla Regione per venire incontro a chi ha subito maggiori danni . Vedremo come affrontare le questioni e quali proposte mettere in campo. Nel frattempo ci auguriamo che non vi siano altri episodi così intensi di pioggia e che ci sia il tempo sufficiente per realizzare alcune opere di mitigazione urgenti e necessarie.

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Pubblicato su Amministrazione 2014-2019, news

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